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Something in the brain.
 

 

»» sabato, 05 aprile 2008

  __just once i'd love to feel like you were listening to what i say





__and you are where these words go. hit you
__well long enough to let the grass grow up around my feet
__bye eveybody

scritto da john.Coltrane, alle 14:33 
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»» sabato, 22 marzo 2008

  __i shot a rocket from my backyard and reached mars

____day one
__ho messo me stesso in un angolo. spalle coperte. al sicuro. ho messo me stesso dietro un vetro. e le labbra si muovevano. ma senza suono. ho messo me stesso dentro un paio di scarpe. converse. con del borotalco. ho messo me stesso tra due auricolari. e un muro di suono. un muro. ho messo me stesso dietro un'espressione imbronciata. e poche cose da dire. ed è una fuga, l'ennesima. ma è come quando in classe volevi andare in bagno a pisciare. e non puoi semplicemente alzarti e andare. ma alzi la mano e aspetti. così. immobile. ed è una fuga, l'ennesima. e il mio turno è adesso. adesso. così mi alzo, saluto a destra, saluto a sinistra. e vado. ed è il mio turno. per pisciare. passaporto e carta di credito. spalle coperte. un vetro. converse. auricolari. e un sorriso, ma appena accennato.

____day two
__varsavia è una medaglia d'argento. e arrivare sempre secondi è il gusto della felicità. come sentire di avercela fatta, ma mai completamente. come stare sempre sotto o dietro a qualcuno. che si fa meno fatica. come venire sempre dopo. che il suo orgasmo chiude il tuo cerchio. come avere qualcuno da inseguire. ancora. e ancora. ma arrivare secondi è anche arrivare ultimi. se è gara a due. e questa è varsavia. una clessidra che si gira. un destino già scritto. farsi occupare e liberarsi. farsi distruggere e ricostruire. ricominciare. e il segreto di quelli che arrivano secondi è che hanno sempre qualcuno che gli tira la volata. o mette il piede prima di loro. ed è bello avere qualcuno che ci tira la volata. qualcuno che ci taglia l'aria. e a varsavia ti respiravo. e varsavia è qualcuno che non c'è più.

____day three
__e suoni un pezzo dietro l'altro allo stereo. e non permetti a nessuna canzone di finire con il silenzio. che il silenzio è la fine. o è dover dire qualcosa. è come quando hai tutte le carte in mano. un'ottima mano. ma una la devi scartare. ed è questa la paura. la parola sempre. ed è questa la paura. la parola insieme. e ti avevo detto che non avevo cura. rimedio. antidoto. ed è bello vederti spostare i capelli dietro l'orecchio. e ritrovarti dopo un anno. nel nostro appartamento. e la lampada scheggiata e l'odore di vanilla e segatura. e ritrovarti è ritrovare tre anni di vodka. sesso. quattro di mattina. morsi sul naso. vite asincrone. ti dico che sono tornato per vedere se eri viva. mi dici che sono tornato per vedere se ero vivo. ma sono tornato. per pochi giorni. sette. ma sono tornato. ma sono tornato. kasia non è mai andata via.

____day four
__qui ho vissuto tre anni. uno. due tre. ho imparato a reggere l'alcol come nessun altro. ho imparato a rotolare il sushi. ho imparato a scattare una foto. a guidare sulla neve. che ian curtis siede alla destra del padre. che la doccia dopo il basket è meglio del basket stesso. il salto della quaglia. sedersi nelle ultime file al cinema. camminare scalzi e non avere freddo. ho imparato a fare il mio lavoro bene. meglio di chiunque altro. ho imparato la differenza tra capo e leader. ho imparato a rovinare tutto con una frase. tutto. e accendere le sigarette con il vento fortissimo. i fiori blu di queneau. che via matteotti è un senso unico che svolta a destra. ad amare e perdere. qui sono cresciuto più che in qualunque altro posto. mentre guardavo la neve cadere. mentre mi cresceva il pelo sullo stomaco. dentro. qui.

____day five

__e non sono mai stato bravo ad usare le parole. i congiuntivi sì. ma i congiuntivi non sono parole. e so quanto rumore fa una cosa minuscola. e se mi freghi una volta è colpa tua. se mi freghi due volte è colpa mia. e una volta l'ho detto pure ad una bottiglia di vodka. lei non ha risposto. chi tace acconsente. e abbiamo cercato i nostri nomi sull'elenco telefonico. e pisciare troppo in alto vuol dire farsi piovere addosso urina. e non è bello. e oggi ho schiacciato uno scarafaggio. involontariamente. ho sentito uno sfregolio minuscolo. poi il silenzio. il silenzio faceva parte del rumore. e oggi ho schiacciato uno scarafaggio. involontariamente. e so quanto rumore fa una cosa minuscola. cri cri crocr. e mi sei venuta in mente, ma solo un attimo. e pensavo che nessuna radiografia potrebbe mostrare come sei fatta dentro. nessuna. volevo parlarti di diventare grandi. di ripensare alle vecchie cose. e sai, la gente più cresce e più ripensa a una ragazza o un ragazzo del passato che sono svaniti. e volevo dirti che se non ti sbrigavi a tornare, io sarei diventato per te quel ragazzo. ed è impressionante quanto un corpo di cinquanta chili riempia l'immensità. ed è impressionante quanto una coppa c riempia le mie mani. e sì. insomma. sono frasi senza senso. disordine. perchè non sono mai stato bravo ad usare le parole.







____day six
__per i cornetti + zywiec delle sette am. le braciole da cinque etti. e le patatine fritte. e ritornare dopo una fuga non è mai una sconfitta. mai. e ho preso un regalo che non consegnerò mai. ma l'ho preso. e ritornare dopo una fuga non è mai una sconfitta. e grazie.




scritto da john.Coltrane, alle 12:32 
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»» lunedì, 03 marzo 2008

  __man, you have no heartbeat


barewalk
__leggi. e quando leggi io sono già lontanissimo. perché quando scrivo è sempre l'attimo prima di partire. perché è importante solo dire. e accendo una nuova sigaretta con quella che ho appena finito. e non è bisogno. è vizio. quelli non mancano mai. e scavo lo zucchero sul fondo della tazzina. e non è vizio. è bisogno.

__ricordi remoti sepolti sotto rughe cerebrali. e polvere. e il passato, quando ritorna, lo fa anche con quello che abbiamo voluto dimenticare. come scoperchiare una pentola per annusarne il contenuto. come scottarsi con il vapore. ed è un fotogramma di quando avevo pochi anni, ancora incerto su tutto. piccolo. riga in parte e pochi denti in bocca. ed è solo un fotogramma di mio padre seduto alla sua scrivania illuminato da una luce pallida. ed è solo un fotogramma di mia madre al suo fianco che suona una melodia al piano. e in quel fotogramma c'è tutta la mia famiglia. e parte della mia vita. c'è il fascino di mia madre che con i capelli sciolti muoveva frenetiche le mani sul quel piano che per me, allora, era solo un grande giocattolo che faceva rumore. c'è mio padre, che sollevava lo sguardo dalle sue carte e mi sorrideva vedendo il mio castello di mattoncini. ci sono due persone che riempivano la stanza con il loro affetto. ci sono. anche sotto il coperchio.

__molto spesso riesco a bastarmi. mi accontento. e quando mi guardo indietro vedo che le cose che ho fatto sono sempre più di quelle che mi rimangono da fare. molto spesso mi tradisco. mi faccio del male. ma fortunatamento il più delle volte riesco anche a perdonarmi. molto spesso ripenso alle persone che ho amato nella mia vita e per le quali ho sofferto quando le ho perse. adesso vorrei solo averle perse prima. molto spesso quando mi guardo allo specchio non riesco a reggere il mio sguardo. ma non riesco a portarmi rancore. molto spesso sbaglio e non mi accontento di fare del male, ma infierisco. raramente però commetto due volte lo stesso errore. molto spesso mi fermo a guardare il mio passato per rivedere quello che ho fatto e sono stato. e mi viene ancora voglia di sorridere. molto spesso il non fidarsi è un modo facile di vivere. probabilmente il più facile. ed è anche il modo in cui io vivo. molto spesso mi voglio. bene. bene. bene.


scritto da john.Coltrane, alle 18:51 
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»» domenica, 17 febbraio 2008

  __hey kid, keep your head above water.





__il pollice opponibile non basta a fare di me un homo sapiens. come un frenulo spezzato non basta a fare di me un uomo. svegliarsi spaesato in una nuova camera. svegliarsi spettinato con una nuova vista dal balcone. svegliarsi, che è già qualcosa. e sul comodino default risk sharing between banks and markets. e sul comodino the contribution of collateralized loan obligations. e ora capisci perchè ho il sonno pesante. e parlo con una voce femminile. io dico: pronto. lei dice: l'utente da lei cercato non è al momento raggiungibile. e fare le gare con i carrelli della spesa al supermercato. l'ipercoop. le fette biscottate che si rompono sempre quando spalmo la marmellata. e camminare per casa. scalzo. e camminare per casa. che non trovo più la ciabatta destra. il telefono che suona e tu che vuoi solo un perchè e un punto interrogativo. il telefono che suona e io che so quanti cucchiaini di zucchero metti nel caffè. ecco perchè mi ami. a volte mi chiedo se valgo il biglietto. a volte mi chiedo se le vie di fuga portino a qualcosa. due domande con la stessa risposta. già. la funzione del cromosoma x è determinare il sesso maschile. e la x è un pareggio. la funzione del mio cromosoma x è determinare un pareggio. io sono una x. io sono un pareggio. come la tua camicia bianca e quel bottone che si slaccia sempre. come nascondersi dietro gli occhiali da sole. come il circolo degli artisti. come colarti tra le gambe. come i vecchi vinili. come i soldatini che sbucano fuori un cassetto. e diciamo le solite cose. e diciamo viva il chinotto. abbasso la coca cola. cacca al diavolo. fiori a gesù.

__il pollice opponibile non basta a fare di me un uomo sapiens.
__un frenulo spezzato non basta a fare di me un uomo.

scritto da john.Coltrane, alle 08:21 
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»» domenica, 10 febbraio 2008

  __it's easier to sleep now you're dead. fuck you now the remote is all mine

__e mi nascondo dietro una barba. e due labbra che non si aprono mai, se non per espirare nicotina. ho dieci dita e non ho ancora imparato a prenderti a schiaffi. ma so sfiorarti. ma so toccarti. ho trentadue denti e non ho ancora imparato a chiedere le cose. ma so prendermele. ma so rincorrerle. posso dire per favore e grazie. prima e dopo ogni frase. ma sono le scuse che non mi riescono bene. e roma. e piazza di pietra e il tempio di adriano. e il caffè fandango. e girare in vespa con una tracolla di pelle chiara. e roma è un punto. il punto che finisce. e roma è un punto. il punto da cui ripartire. e dovevo vederti. e così ho fatto. e saranno stati due metri. due. che sono dieci spanne. che sono duecento centimetri. che sono duemila millimetri. un niente. e quel giorno i miei passi sembravano pesare una cinquantina di chili l'uno. eravamo direzioni opposte. eravamo linee sghembe. se si va lentamente la fine è più lontana. ed è per questo che corro sempre. e bisognerebbe vivere secondo il proprio ritmo. ed è per questo che mi faccio trascinare dagli eventi. sono le mie mancanze. sono le mie mancanze. e non sono capace di aprile le sottilette senza romperle. imparerò. giuro. e non sono capace di incartare i regali. imparerò. giuro. e non so chiedere le cose. e non so dire che ho dentro. e cazzo, pazienza.

scritto da john.Coltrane, alle 08:28 
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»» domenica, 20 gennaio 2008

  __blow on your crotch to cool it

__you say i just couldn't piss it all away and mess up. i say that drinking and then spewing is like falling for someone and then crying. but the world doesn't really care so, why don't you stop leaning on me? you say each day there's a problem. i say i'm not the answer. so it looks we both woke up feeling really old today. so it looks we're a thousand kilometers away from anything. you say you always screw all up. i say it's ok because whatever shifts and grows aches, but changing when no one cares makes you feel a ghost. so learn how the undead worm struggling grows its wings. and i love the sound of my door when it suddenly shuts. and i love hiding myself behind things. and i love listening to the hurt that's in my voice. and i love being so self-destroyed. and i want to go through this 'till i won't stand excuses anymore. and i wouldn't be so fine if i thought this was the end of the evening.

__that's how we end up. oh, we know, both of us, that it shouldnt matter. that there is more to life than pairing off. that the media is to blame. that the penis enlargement doesnt really work. blablabla. but, its hard to see that, sometimes, on a sunday morning, when i walk around in socks and short, i barely see what we could have been. and it always looks great.  why is my bedroom so cold?

__and im not proud nothing will seem easy about me.
__and ive a blow up doll i dont know what to do about.

__duemilaesette in musica


>> Tegan and Sara - The Con
io non ascolto mai le ragazzine. io non ascolto mai nemmeno il pop. e schifo qualsiasi myspace. tegan e sara sono due ragazzine. tegan e sara fanno pop. tegan and sara hanno pure una myspace page. su cui finisco per caso cercando su google "canadian pussy and great haircut". il player parte. e io sono già innamorato. più dal pezzo che dal loro bellissimo taglio di capelli. più del pezzo che della loro figa canadese. e poi finisco su maplemusic.com. e ho una carta di credito in mano. e metto nel carrello. e premo ESEGUI. ed era dicembre e dicembre non è stato un gran mese. e tegan and sara me lo hanno riempito. quando in auto guidavo su e giù da padova. quando ticchettavo con le mani sul volante. quando canticchiavo storie di diciannovenni sedotte e abbandonate da onenightman. perchè tegan e sara mi raddrizzano l'umore. più sara che tegan. perchè ho scoperto di avere un animo pop. ma un pop minimal. di nicchia. come le canzonette delle puntate di dowsons creeek. come le canzonette di tegan and sara.




>> Pillow - December Hymns
sentirsi a casa in un treno che va a bologna è non avere casa. ho passato gli ultimi dieci anni della mia vita ad almeno mille chilometri dalla mia famiglia. e guardare fuori da un treno che va a bologna ti mette davanti alle cose che non ti appartengono più. al passato che ritorna. alle cose che non ci sono più. un inno. un inno. e per zittire le voci devi solo alzare il volume. e per zittire le voci devi metterti della musica solida tra le orecchie. solida. december hymns. e mi sarebbero bastati i sei minuti e cinquantaquattro secondi di this wretched town. e voi, sfuggenti e impegnati, fate partire aeroplanes fall from sky dopo tre minuti e ventun secondi. sta tutto lì dentro.









>> A Weather - The Feather Test
novembre. il dolcificante dietetico e bologna. e mangiare più ossa che carne. ciccio che è il mio migliore amico. e ciccio che va a roma a riconquistare la sua donna. e ciccio che sotto casa sua canta la sua serenata. lei non era in casa. il suo vicino sì. e udine. e un treno sbagliato. e raccogliere i cocci di ciccio. e cazzo, ciccio ha almeno un milione di pezzi. e raccogliere i cocci di ciccio. e incollarli con saliva e spaghi. e tornare a venezia. in auto. noi due. e l'aria fredda dal finestrino abbassato. e silenzio. e i suoi occhi bagnati. e il mio naso che pizzica. e quando ascolto questo split penso sempre a quella notte assurda. "Ehi, che fai? Piangi?". "No, è l'aria fredda. Alza quel cazzo di finestrino".








>> Cloud Cult - The Meaning Of 8
ho una scatola di cerini. diciannove. il primo è per le reazioni a catena. il secondo per coloro che stanno calmi quando le pelli vibrano. il terzo va' alle collisioni chimiche. per le belle voci accendo il quarto. su brain gateway io canto sul letto. quando nessuno mi sente. ne accendo uno per colore che hanno medicine da prendere. e per chi oggi fa otto anni. otto. l'ottavo va' a coloro che ballano per la morte. e i lamenti silenziose. il decimo è per gli scopi. qualunque essi siano. uno per il buon dio. e un altro per l'otto. le girl underground hanno il tredicesimo. come le moltiplicazioni. dueperdueperdue fa sempre otto. grazie. il sedicesimo è per quell'alieno di cristo. e non dimentico la canzone per la ragazza sorda. nè la canzone della ragazza sorda. ho una scatola di cerini. diciannove. ma li ho bruciati tutti.






>> Mai - Snowing Downtown
e nella sua testolina si affollano tante domande che spesso non trovano adeguate risposte. l'ironia della vita è sottile e tagliente. lei continua a chiedersi il perché. il perché. come se il punto interrogativo diventasse condizione. e la sua riflessività si scontra con i suoi compagni di viaggio. l'amica piena di sdolcinate romanticherie. l'amico in bilico nei rami della fantasia. il capitalista e il comunista. e nella sua testa si affollano tante domande che spesso non trovano adeguate risposte. e io temo le sue domande. e io sono inadeguato.









__urca

scritto da john.Coltrane, alle 09:59 
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»» domenica, 13 gennaio 2008

  __national sports association hires retired university professors to name new wrestlers

__nothing much happens. by which i mean even less that usual. so you came. so you landed. so im everything without you. there're many ways to and from you. perhaps only two. fireworks and phonecalls. i guess you should be pround of your cake. no, dont wanna a piece more. but tastes good. coff coff. the different lies in between. you count backwards to two. me plus you. i count backwards to zero. me minus you. you say birthdays should be suspended in years like twozerozeroeight. i say there should be a law, of men if not of nature, that youre only allowed to age where youre ticking along nicely. so you could have that chance to do it all again. in case you had screwed. on the morning of the day itself you spend too much time fantasizing about some trips on dirigible airship. on the morning of the day itself i spend too much time fantasizing about tina turner's fake hair. on the morning of the day itself there is one thousand reasons to stay. only one reason to leave. kisses without makeup. skin to lips. the rest is waiting. but its all bollocks. an ironic sketch of a senstive man whitch does the trick because im in a position to invent my own reality. have forgotten how to do the next bit. even though im never sure whether the next bit really is. your mum calls when we are laying on my bed. you mum calls when youve my underwear on. you say if you cant get a phone call from your mum on your birthday, you are really bad. then you gaze on me and feel embarrassed for what you barely said. and i love your embarrassed cheeks. you say you were disappointed for my lonely xmas. but you are only sympathetic about me spending the day on my own, even though you were only hurt that id rather spent the day on my own that spend it with you. sorry. mercury is clearly opposing neptunes. i shall gather a few people. i shall take myself off for some beers and drinks and whispers and short skirts and dancing butts and get my back slapped raw by well-wishers. this is going to make my life right.

__things i love about you. you ate a box of twinkies. you support losers. you change the channel during commercials and turn back exaclty when they end. you cant say ornithologist without laughing. you always beat me on NHL2007. then you jump on the sofa and sing god save the queen. you planned to kidnap malgioglio. you are world champion in tiping. you came screaming and crying emergency when a bee bit you. you have the robotronic tshirt i adore. you are always the one who calls. you got me in my car then you said you did it for fun. you got me in my bed then you asked for a five. when you are pissed you speak fast. you know you wont find the words so you shut. there is always a story in your voice. sometimes you feel like smashing my face through a clear glass window. you never look at the rear view mirrow. you toss and speak during the sleep. you close your eyes when you watch porn movies. you took new ways to come back home, so you always lost. once, you dreamt to be a wwII bomber pilot.

__things i hate about you. you cant make me loving you.

scritto da john.Coltrane, alle 12:06 
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»» domenica, 06 gennaio 2008

  __heve built up my own new girlfriend with lego bricks because i've always long for a green-skinned girl

__il circo della paranoia ha un odore di inchiostro e oggi indossa un bustino di pelle. se non sono la massa allora forse appartengo all'avanguardia. ma certi commenti sono più illuminanti delle cose che scrivo e allora faccio un passo indietro e noto come l'avanguardia si stia massificando. che sia questa la globalizzazione? perché se mi fai 26 domande e ricevi 25 risposte, quella che i manca è un vaffanculo. il circo della paranoia ha un odore di inchiostro e oggi indossa un bustino di pelle. ho pensato che se ti piace vivere la vita degli altri allora la tua deve essere molto noiosa. ho pensato che se hai trovato qualcuno che ti scopa è solo perché costi meno di una professionista. costi benefici. che sia questa la globalizzazione? e non c'è bisogno di vedere lo stronzo nel cesso per sentire la puzza di merda.

__ciccio stasera è sbronzo. ed è felice anche se ha chiuso una storia importante. ma lui stasera brinda ai momenti belli passati. lui ha avuto sempre l'entusiasmo del ragazzino, di quello che 'non si può sempre perdere, per cui giochiamo'. ed è diventato come quegli scommettitori che si giocano tutto sempre sullo stesso numero. e non si arrende. mai. e io brindo con lui. e io vorrei essere come lui. peppe stasera è sbronzo. ci guarda in silenzio e sorride. lui si è arreso alle tentazioni ed ha tradito. e nonostante stia ancora espiando, ci ha ricordato quanto sia bello lasciarsi andare. e nonostante stia ancora sanguinando, ci ha ricordato che tutto ha un prezzo. tutto. jason stasera è sbronzo. per lui le relazioni sono come le soap opera. intense passioni che durano otto, forse dieci puntante. poi l'odio. e un nuovo tatuaggio sulla pelle. perché è giusto ricordare tutto. luca stasera è sbronzo. e ha poche cose da dire. e beve perché preferisce riempirsi la bocca di cabernet che di parole. e si guarda attorno. e convive con la perenne sensazione di essere terra di nessuno. e si ordinano bottiglie anche per questo. e si alzano bicchieri anche per lui. perché finché le cose si evolvono e mutano siamo vivi. e mutano. e si evolvono. e si chiudono a volte. ma va bene così.

scritto da john.Coltrane, alle 07:43 
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»» domenica, 23 dicembre 2007

  __you only felt home in my womb, that's why i asked for a hysterectomy

__quando la pioggia si accorge di essere leggera diventa nebbia. e io amo la nebbia. perché, se mi guardo attorno, in due metri ci sono solo io. perché, se mi guardo attorno, in due metri non c'è altro. e mi piacerebbe tu fossi nebbia. così saresti leggera. leggera. leggera. e mi piacerebbe tu fossi nebbia. così sapresti starmi accanto. accanto. accanto. dicembre è un buco in pancia. l'ennesimo. laparascopie. è lei che mi dà un cubo di rubik. è lei che mi dice che ci saremo rivisti quando lo avrei risolto. ma dicembre è soprattutto barare. sono io che stacco gli adesivi colorati del cubo per riattaccarli nel giusto ordine. e il mio sguardo tradisce l'inganno. e lei lo sa. ma tace. io pure. e siamo quello che siamo, purtroppo, gente che avrebbe cose da dirsi. e siamo quello che siamo, purtroppo, gente che non sa farlo. purtroppo. e non capisco. che siano atomi o parole, le cose sono fatte di altre piccole cose. e le piccole cose sono fatte di cose ancora più piccole. e la mia capacità di comprendere dipende dalla mia comprensione delle parti costituenti. ma non capisco. e forse non è nemmeno così importante. e dicembre è anche bere un litro di birra. per poi pisciarne due. la moltiplicazione dell'alcol. e vorrei saper fare lo stesso con la benzina. e natale sarà la lasagna della rosticceria. e spero ci sarà la nebbia. e io amo la nebbia. perché, se mi guardo attorno, in due metri ci sono solo io. perché, se mi guardo attorno, in due metri non c'è nessun altro.

scritto da john.Coltrane, alle 11:08 
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»» sabato, 24 novembre 2007

  __the day the trumpet player fell in love, he learned to hate pianists

__osservo il mio mappamondo. lo faccio girare e gli punto il dito contro. laos. osservo il mio mappamondo. lo faccio girare e gli punto il dito contro. oceano atlantico. lo faccio girare. lo faccio girare. lo faccio girare. gli punto il dito contro. roma. e fumo sul balcone. a venezia. e scruto l'orizzonte convinto che il limite del mio campo visivo sia solo il limite del mio campo visivo. e ogni passo verso l'orizzonte sposta il bordo. non dormi da ore. e conti i respiri. e ti mordi la lingua. allunghi la manica della maglia sulla mano. sospiri. ti è sempre piaciuta venezia. e dovrei dire qualcosa. ma per me dire qualcosa è partire già con il piede sbagliato. allora taccio e fumo. e osservo il mio mappamondo. e lo faccio girare e gli punto il dito contro. roma. facciamo sesso perché questa stanza è troppo piccola per due. facciamo sesso perché per farlo abbiamo bisogno l'uno dell'altra. in questo senso ci apparteniamo. l'unico modo per appartenerci. ché da soli si diventa ciechi. e osservo il mio mappamondo. lo faccio girare e gli punto il dito contro. roma. e dovresti dire qualcosa. e lo sai. addio.



__3MilePilot / Wintersleep / ChanningCope / Wintersleep / ChanningCope
__It doesnt take that many pills to sleep forever
__and the rain that fall wont slow me down. at all.
__guess, you have to make yourself confortable, like trees in november
__in the crowded streets, in the empty skies.


scritto da john.Coltrane, alle 10:19 
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»» sabato, 03 novembre 2007

  __every blonde haired girl has brown furs.





__lacrime di vernice. disegni sbiaditi sporcati di saliva. e i polpastrelli neri. come la lingua. alluce. illice. trillice. pondolo. minolo. suonare con ciccio dopo un sacco di tempo. e i vecchi tempi. e ricordarsi ancora i vecchi pezzi. e gonfiarsi il petto. e gongolare. e ciccio che è un'estensione del mio cuore. e addormentarsi sul pavimento. bologna e l'arteria. e bere birra con studentesse universitarie fuori corso da una vita. le donne di sinistra. le donne di sinistra che scopano. le donne di sinistra che scopano meglio. una casa da vendere. fatture da staccare. il nuovo lavoro.

__mi hanno chiesto che cosa nascondo nella testa. solo origami.
__mi hanno chiesto che cosa nascondo nella testa. solo origami.

__e sei ripiegata. ma nella testa.
__piegata, così il culo si vede meno. eh.

scritto da john.Coltrane, alle 10:14 
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»» giovedì, 01 novembre 2007

  __sex is the way you extend your home.

__amare è entrare in bagno dopo che la tua donna ha cagato.
__eh
__e l'avrei fatto
__ma
__sai, la tara oggi pesa più del netto. ed è questo che frega.
__
__ma io ricomincio.
__ma io ricomincio anche da te.
__ma io ricomincio anche con te.

scritto da john.Coltrane, alle 20:00 
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